Buoni propositi di inizio anno

Anche superati i 40 anni si può considerare “inizio anno” l’apertura delle scuole

Col primo di settembre, le giornate che si accorciano e l’aria meno afosa diventa inequivocabile l’avvicinarsi dell’avvio di un nuovo anno scolastico. Dal nido alle scuole superiori, oltre a migliaia di studenti, questa sensazione da “posizionamento ai blocchi di partenza” coinvolge le famiglie. sSì! Anche superati i 40 anni l’apertura della scuola coincide con un nuovo inizio d’anno. La campanella è il brindisi benaugurale. Al posto dell’acquisto di abiti di paillettes e tacchi alti si va per negozi a caccia di libri, colle, matite ed evidenziatori. Invece di smaltare le unghie di rosso scarlatto si appiccicano etichette sul materiale scolastico dei più piccoli.

 A casa mia la sera prima dell’inizio è un momento rituale. I tre zaini, lavati e profumati, giacciono pieni di matite nuove, quaderni intonsi e libri senza orecchie. Al posto dello spumante una merenda golosissima a festeggiare l’alba del nuovo anno. Mentre la casa è silenziosa ad un’ora tutt’altro che tarda dopo un’estate da felici nottambuli io fotografo gli zaini. Da sempre, da quando la mia piccola grande donna ha iniziato la prima elementare (lo so, si chiama scuola primaria ma la parola “elementare” è retro ma ha un sapore più dolce).

Quella foto è il rituale in cui auspico un buon anno per i miei ragazzi, un anno sereno, di scoperte, di relazioni e di crescita umana e di cultura. Sì perché la cultura rimane lo strumento più potente per coltivare la libertà; soprattutto quella dello spirito.

Come ogni nuovo inizio, l’anno scolastico 2025-2026, porta con sé, per migliaia di famiglie, desideri, speranze e magari qualche paura. E con questi sentimenti anche i “buoni propositi”: quelle cose che ripromettiamo a noi stessi che quest’anno faremo meglio dell’anno scorso, anzi le faremo proprio per bene! E di riflesso anche i nostri figli le faranno proprio per bene.

Quali sono i buoni propositi per il nuovo anno scolastico?

Confrontandomi negli anni con tanti genitori, soprattutto mamme a dire la verità, i buoni propositi si riducono a due:

  • il primo che riguarda solo e soltanto gli adulti è dedicare un po’ meno tempo alle dinamiche collettive e usare quel bonus per la propria famiglia o per prendere una boccata d’aria rinfrescante dalla quotidianità
  • il secondo, più frequente, che coinvolge i bambini e ragazzi, è essere di sostegno ai propri figli. Essere di sostegno per aiutarli a studiare con più impegno (e magari avere un migliore rendimento scolastico), organizzarsi meglio (per non arrivare all’ultimo secondo a svolgere il lavoro a casa), avere un comportamento migliore in classe (vedi ridurre chiacchiere, disattenzione, marachelle disturbanti e simili). In ultima istanza, ma non certo per l’importanza: curare le amicizie in classe (avere relazioni belle, gioiose, nutrienti che facciano brillare quegli occhietti)

 Luci e ombre dei buoni propositi

Luci

I buoni propositi dei genitori ad inizio anno sono sempre una cosa bella! Ogni volta che un genitore mi racconta, con rinnovata energia, che col nuovo anno vuole aiutare suo figlio o sua figlia a far meglio, a sentirsi meglio nell’essere studente, a portare a casa quanto di più luminoso cioè nel percorso scolastico, mi sento rincuorata. I ragazzi (nel termine ampio che comprende fra gli 0 e 19 anni) vanno guardati, ascoltati e sostenuti nel loro percorso scolastico che altro non è che la loro quotidianità di Vita in cui si formano come Esseri Umani. Una famiglia con buoni propositi per l’anno nuovo è una famiglia attenta che guarda, ascolta, sostiene ed indirizza i propri figli.

Ombre

Molto spesso vedo i buoni propositi infrangersi nella frenesia quotidiana e nella mancata metodologia e organizzazione del portali avanti. Porsi degli obiettivi e vederli sfumare mentre si è alla loro rincorsa è deleterio per i genitori e ancor di più per i ragazzi.

 I genitori dissipano tanta energia, si sentono stremati e con la sensazione di non riuscire ad aiutare il figlio o la figlia.

I ragazzi nel rimanere arenati tra vari obiettivi arrancando per raggiungerli vengono travoltiti dalla frustrazione. Non la frustrazione “buona” quella che ti spinge a riprovarci, ma la frustrazione che paralizza perché le difficoltà si percepiscono insormontabili. Questo non nutre autostima, tema molto caro a tante famiglie.

Come fare?

Il modo più efficace per creare una spirale di crescita è una metodologica scelta educativa, a passi, a cui segue un serio pensiero organizzativo e di pianificazione.

Metodologia, scelta, pianificazione e organizzazione dei buoni propositi sono sicuramente un importante investimento di tempo ed energia che però, se confrontato con l’energia necessaria a rincorre gli obiettivi con la sensazione che sfuggano di continuo, è sicuramente una scelta più congrua.

Spesso, nel momento in cui si decide di approcciarsi agli obiettivi educativi in maniera metodologica, non si sa bene come muoversi.

Un buon pedagogista è l’aiuto più valido.