Pedagogista, consulente e formatrice
Emiliana dalla esse sibilante, diventata maggiorenne allo scoccare del nuovo millennio sono sposata e madre di tre figli. Da un ventennio mi occupo di educazione. Lo faccio con la certezza che solo ponendo attenzione ai contesti che offriamo ai nostri ragazzi, per sperimentarsi e conoscere, possiamo accompagnarli a diventare adulti consapevoli, brave persone, che esprimono loro stessi al meglio. Accompagno genitori e istituzioni a rivolgere lo sguardo sui ragazzi. Non per valutare se siano o meno in linea con ciò che devono essere, ma per capire i loro bisogni e pianificare metodologicamente una via per rispondere. Negli anni ho lavorato come educatrice nei nidi e ancora oggi, in casi eccezionali, quando è necessario torno a essere “tata Elena”. Sono diventata pedagogista e ho abdicato al piacere di stare con i bambini.
Perché? Perché gli adulti che educano hanno bisogno di sostegno e di confronto. Perché il lavoro educativo è improbo e spesso sottovalutato.
Io non lo posso accettare: il lavoro educativo ha una valenza troppo alta perché chi se ne occupa rimanga in ombra.
Quindi ho deciso di lavorare affinché chi educa sia ascoltato e valorizzato e i bambini possano gioire del meglio.
Da quel momento in poi è storia… Ho sempre lavorato per piccoli e medi servizi per cui, oltre che il coordinamento pedagogico, ho sempre curato anche il coordinamento organizzativo. D’altronde la riflessione teorica non aiuta i bambini a crescere bene se non va a braccetto con l’organizzazione quotidiana. Diventare madre mi ha portato alla scelta di lavorare in libera professione e aggiungere al coordinamento pedagogico dei servizi del sistema integrato 0-6 la consulenza a tutti quei genitori che sono alla ricerca di un supporto nel percorso di crescita dei propri figli. Rivolgermi alle società sportive è stato una naturale evoluzione del coordinamento pedagogico-organizzativo dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza. È lo sport, dopo la famiglia e la scuola, ad essere il luogo in cui i ragazzi crescono.
Ecco cosa sono, faccio e auspico: un adulto che scommette sul futuro delle giovani generazioni!
Nessun adulto è perfetto, ma a tutti è richiesto di essere ciò di cui avrebbero avuto bisogno da bambini.